14 maggio 2018

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Parlando di espressioni idiomatiche…

Una delle cose più belle delle lingue straniere è il fatto di poter imbattersi in espressioni idiomatiche intraducibili, o meglio, che possiamo anche tentare di tradurre letteralmente anche se non troverebbero in ogni caso un degno equivalente!

In una puntata della famosa serie TV “Castle” la madre di Castle, Martha Rodgers – interpretata dalla strepitosa Susan Sullivan – è seduta sul divano del salotto e accoglie il figlio con la battuta “Look who’s doin’ the walk of shame!”. È mattina e Castle è appena rientrato dopo una notte fuori casa indossando gli stessi indumenti che portava la sera prima.

Il dizionario online Urban Dictionary, che per chi non lo conoscesse raccoglie un’infinità di espressioni slang e tipiche del parlato, spiega l’espressione come segue:

“Walking home still wearing your clothes from the night before the morning after staying over at a guy/girl’s house that you met at bar or party. Alcohol is usually involved in your decision to go home with them.”

Il contesto è essenziale per capire questa espressione idiomatica!

Ecco qualche esempio:

She took The Walk of Shame, still wearing her dress and heels, at 6am.

Scott: hey man, nice hair – you doin the walk of shame?
Dan: what, me? ah… no… I, um, fell asleep in the library…

Ma come si traduce? Mi rincresce, non esiste una traduzione!

Letteralmente si tradurrebbe con “la camminata della vergogna”, ma sappiamo bene che quasi nessuna espressione idiomatica può essere tradotta letteralmente. Per tradurla bisognerebbe usare una parafrasi che ne espliciti il significato, ad esempio “tornare a casa indossando i vestiti del giorno prima”. A voi il compito di metterci un po’ di creatività!

Ma come è nata questa espressione?

“Walk of shame” is a phrase that’s widely understood to have originated on college campuses, since people who spent the night at a lover’s place often do have to walk on foot home to their own place, and usually in front of other people who recognize them and might recognize that their clubbing clothes don’t exactly match the casual wear that’s more common for mornings on campus. It’s expanded since then to encompass urban dwellers who often travel on foot or by public transportation and, in fact, has become so ubiquitous that you’ll often hear people who get to drive home say they were taking the walk of shame. (Drive of shame?)

Fonti:

The Daily Beast

Urban Dictionary